giovedì 26 giugno 2008

Presidenziali Usa, Berlusconi con il repubblicano McCain

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulle presidenziali statunitensi ha dichiarato: «la mia personale preferenza è per il candidato repubblicano, John McCain perché se lui fosse eletto sarebbe il più vecchio ai vertici dei G8 essendo lui nato il 28 agosto del '36 e io il 28 settembre dello stesso anno». Sull'argomento è intervenuto anche il Ministro degli Esteri Franco Frattini: «Intanto lasciatemi dire che Bush sarà apprezzato più da ex presidente che da presidente. Inoltre, credo che dopo di lui su alcuni grandi temi la politica estera americana non cambierà. Ho invece un grande punto interrogativo sull'Europa. Lo devo dire con chiarezza: non abbiamo ancora capito i due candidati cosa pensano dell'Europa. Non è stato tema di campagna elettorale, non perché non interesa, ma comunque è un dato di fatto. Bush, per esempio, al suo secondo mandato ha fatto la sua prima visita ufficiale alle istituzioni europee dando un forte segnale. Cosa faranno i due candidati? Il nuovo presidente lo deve dire». Il leader del PD Walter Veltroni sta naturalmente con Barack Obama, già dalle primarie di quest'ultimo contro la Clinton, tanto da aver utilizzato il motto «Yes, we can» del candidato democratico statunitense alle scorse elezioni politiche, anche se senza troppa fortuna vista la sconfitta di Veltroni.

martedì 17 giugno 2008

Provinciali, Sicilia al centrodestra

Il centrodestra ha conquistato tutte e otto le Province siciliane in cui si è votato espugnando le roccaforti "rosse" di Enna, Caltanissetta e Siracusa. I candidati Pdl-Udc e Mpa a scrutinio concluso hanno ottenuto vittorie schiaccianti, anche oltre il 70%. A Palermo Giovanni Avanti ottiene il 72,30%, a Catania Giuseppe Castiglione (Pdl-Udc-Mpa) il 77,62%, a Messina Nanni Ricevuto il 76,01%, a Trapani Mimmo Turano il 65,79%. Ad Agrigento Eugenio D'Orsi ha vinto con il 67,88%. A Siracusa Nicola Bono ha chiuso a quota 68,55% . Giuseppe Monaco (Pdl-Udc-Mpa) ha vinto a Enna col 53,87% e Giuseppe Federico a Caltanissetta con il 63,50%.Il centrodestra si appresta a conquistare anche gli unici tre comuni capoluogo della Sicilia dove si è votato per il rinnovo di sindaci e consigli comunali: Messina, Siracusa e Catania. A Messina Giuseppe Buzzanca (Pdl e Udc e altre nove liste) ha ben 13 punti di vantaggio sul principale avversario, il candidato del centrosinistra e segretario regionale del Pd Francantonio Genovese. Quando sono state scrutinate 157 sezioni su 254, Buzzanca è a quota 51,37% contro il 30,4% di Genovese. La sfida tra ex sindaci, dunque, sembra appannaggio di Buzzanca che nel 2003 fu costretto a dimettersi dopo il rinvio a giudizio (poi la condanna) per peculato d'uso, con l'accusa di avere usato l'auto blu per un viaggio privato. Anche Genovese, nel 2005, è stato costretto a lasciare il comune per decadenza dall'incarico dopo che il Tar aveva accolto il ricorso del Nuovo Psi di Gianni De Michelis, escluso dalla competizione elettorale. A Siracusa Roberto Visentin (Pdl-Udc-Mpa) - 117 sezioni su 123 - è in vantaggio sul rivale del centrosinistra Roberto de Benedictis: 56,4% contro il 33,2%. Tutta ''in casa'' centrodestra la sfida a Catania, dove Raffaele Stancanelli (Pdl-Udc e Mpa) - 47 sezioni su 335 - è a quota 49,18% contro il 27,52% di Nello Musumeci (la Destra), solo terzo Giovanni Burtone (Pd) con il 18,94%. (Tgcom)

domenica 15 giugno 2008

Trattato di Lisbona, Vincenzo Galizia (Fronte Verde): in Irlanda vince l'Europa dei popoli

"Vince l'Europa dei popoli. Apprendiamo con felicità il risultato arrivato dalla verde Irlanda". Dichiara Vincenzo Galizia Presidente nazionale del movimento "Fronte Verde" in riferimento alla vittoria dei No, al referendum sul trattato costituzionale di Lisbona votato in Irlanda. "Il risultato irlandese, dimostra ancora una volta che quando i popoli europei si esprimono direttamente sanno difendere gli interessi della propria patria e della loro identità. Non come i loro governanti difensori del mondialismo, che vorrebbero un'Europa di burocrati e di banchieri. Noi del Fronte Verde siamo da sempre schierati per un'Europa delle Patrie e dei Popoli, che si costituisca in una Confederazione di Stati invece che in una fredda ed eurocratica Unione". (Politicanotizie)

sabato 14 giugno 2008

Trattato europeo, l'Irlanda dice «no». Napolitano: «Fuori chi è contrario». Barroso: «Andiamo avanti»

DUBLINO - No! L'Irlanda boccia con il 53,4% di voti contrari il referendum sul Trattato di Lisbona, versione «alleggerita» della Costituzione europea già respinta nel 2005 da francesi e olandesi. Il no ha vinto in 27 contee su 43. Quindi, mancando l'unanimità, il documento non può entrare in vigore nonostante gli altri 26 Paesi dell'Unione europea l'hanno approvato o si apprestano a farlo. E il presidente Napolitano dice: «Fuori dall'Ue chi vuole bloccare la costruzione europea».«VINCE LA DEMOCRAZIA» - «Una vittoria per la democrazia», ha gioito Declan Ganley, l'uomo d'affari fondatore del gruppo Libertas che ha guidato la campagna contro il Trattato. «Il popolo irlandese ha mostrato coraggio e saggezza e ha mandato un messaggio forte al primo ministro Brian Cowen, che ora deve andare a Bruxelles e riferire il messaggio degli irlandesi, che vogliono democrazia e responsabilità per l'Ue». Secondo il quotidiano inglese Independent, Ganley ha stretti rapporti d'affari con il complesso militare-industriale statunitense: i favorevoli al Trattato lo ritengono legato ai neoconservatori Usa, e avrebbe racccolto fondi di dubbia provenienza dall'estero per la sua campagna.BARROSO: «IL TRATTATO È ANCORA VIVO» - «Il Trattato è ancora vivo, non è morto», ha commentato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. «La Commissione europea ha fatto quello che doveva e quello che poteva» ha detto il portavoce dell'esecutivo, Johannes Laitenberger. «La ratifica non è una cosa che devono fare le istituzioni europee bensì gli Stati membri». Barroso aveva già detto con chiarezza che non esiste un 'piano B' in caso di bocciatura del Trattato. Né appare valida l'ipotesi secondo cui la ratifica irlandese potrebbe avvenire ugualmente per via parlamentare. La possibilità più concreta è che riprenda il negoziato come accadde nel 2005 dopo la bocciatura della Costituzione con il referendum di Francia e Olanda. Di certo si allungano i tempi per il partenariato con la Russia e per la presidenza forte auspicata dal presidente francese Sarkozy (dal 1° luglio la Francia assume la presidenza di turno dell'Ue). «C'è una responsabilità congiunta di tutti i Paesi per fare fronte alla situazione», ha concluso Barroso, secondo il quale il processo di ratifica delle altre nazioni deve comunque proseguire. NAPOLITANO: «FUORI CHI BLOCCA L'UE» - Lo stesso concetto è stato espresso anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Le ratifiche devono continuare fino a raggiungere la soglia dei quattro quinti. Non si può neppure immaginare di ripartire da zero». Ma il capo dello Stato ha aggiunto un concetto ben più pesante: «È l'ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi - nonostante impegni solennemente sottoscritti - minaccia di bloccarli. Non si può pensare che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Unione possa arrestare l'indispensabile, e oramai non più procrastinabile, processo di riforma».FRANCIA E GERMANIA ANDARE AVANTI - Anche Francia e la Germania sono dispiaciute per il no al referendum in Irlanda e si augurano che il processo di ratifiche del trattato di Lisbona vada avanti. Lo afferma oggi una dichiarazione comune. Anche per il premier irlandese Brian Cowen il Trattato non è morto, anche se. precisa il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, «è chiaro che non potrà entrare in vigore il prossimo 1° gennaio», come previsto. Di parere opposto il presidente della Rep. ceca (Praga deve ancora approvare il Trattato), secondo il quale la ratifica è finita dopo la mancata approvazione di Dublino. Il no irlandese «non è una buona notizia», ma non fermerà il cammino europeo: ne è convinto il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos. FINI: «CRISI» - A questo punto per l'Unione europea si aprono scenari imprevedibili. «Bisogna capire che cosa succede dopo il voto in Irlanda», ha detto Silvio Berlusconi nel corso del Consiglio dei ministri. Secondo il presidente della Camera Gianfranco Fini, «se gli irlandesi bocciassero il Trattato di Lisbona ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti delle istituzioni europee». CALDEROLI - Nettamente contraria l'opinione di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. «Un grazie al popolo irlandese per il suo voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli stessi. I popoli, ancora una volta, hanno dimostrato di avere maggiore saggezza rispetto a governi e parlamenti. La sovranità appartiene ai popoli e solo i popoli possono decidere di rinunciare ad essa». (Corriere della Sera)

Trattato Ue, l'Irlanda vota no

Il "no" ha vinto il referendum irlandese sul Trattato di Lisbona: 53,4% dei voti contro il 46,6 del "sì". Per il "no" hanno votato in 862.415, per il "sì" 752.451. L'affluenza e' stata del 51,26% degli aventi diritto. I dati sono stati resi noti dalla tv pubblica Rte. Da Bruxelles il presidente della commissione Ue, il portoghese Manuel Barroso, dice: "Bisogna andare avanti con le ratifiche del Trattato". Dopo la bocciatura al referendum in Irlanda, il Trattato di Lisbona non potrà entrare in vigore come previsto il primo gennaio del 2009. Barroso, commentando l'esito del referendum, ha aggiunto: "Il Trattato è ancora vivo, non è morto. C'è una responsabilità congiunta di tutti i Paesi per fare fronte alla situazione". Anche presidenza slovena di turno della Ue si rammarica profondamente per il risultato negativo del referendum irlandese. Per Barroso il processo di ratifica è costituito da 27 processi nazionali, 18 Stati membri hanno già approvato il Trattato e la Commissione europea ritiene che le ratifiche pendenti debbano continuare secondo lo scandenzario previsto. Nel prossimo vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue, in programma il 19 e 20 giugno a Bruxelles, sarà necessario discutere della questione anche ascoltando il parere delle autorità irlandesi.Anche il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha espresso grande preoccuapzione per l'esito del referendum irlandese, ma ha auspicato che il processo di integrazione europeo non si fermi. "La strada dell'integrazione europea non può fermarsi, a partire dall'azione politica che i Parlamenti nazionali, con le ratifiche, potrebbero simbolicamente esprimere - ha detto Frattini -. La dobbiamo riprendere lavorando insieme, da subito, evitando però accelerazioni unilaterali, che non gioverebbero né al progresso dell'Europa néall'obiettivo di un forte rilancio della nostra azione comune". (Tgcom)

martedì 10 giugno 2008

Carfagna: "Ok prostituzione in casa"

Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, intervistata da Repubblica, dice sì alla prostituzione in casa, ma è contraria ai quartieri a luci rosse, ritenendo che la prima cosa da fare sia togliere le donne dalla strada, colpire gli sfruttatori e contrastare la tratta delle minorenni. Mentre il governo si appresta a mettere a punto un provvedimento sull'immigrazione, la Carfagna dichiara di essere contraria alle espulsioni delle prostitute."Così si colpisce solo l'anello più debole e non si affronta il problema alle radici", spiega. "L'obiettivo è togliere la prostituzione dalla strada. I quartieri a luci rosse non mi convincono, degradano zone della città", afferma. "Ma non sono contraria a chi vuole prostituirsi per scelta purché in case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri condomini. L'importante è che non ci sia sfruttamento e che le strade non siano un mercato del sesso a cielo aperto". Ieri il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che si è detto favorevole ai quartieri a luci rosse, ha detto che entro agosto bisognerà discutere in Parlamento di una proposta di legge complessiva e definitiva sulla prostituzione. (Tgcom)

sabato 7 giugno 2008

Berlusconi incontra il Papa

Il 5 giugno è avventuo il colloquio privato tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Papa Benedetto XVI in Vaticano, durato circa 40 minuti. All'incontro ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Famiglia, temi etici, scuole cattoliche e , soprattutto, immigrazione e politiche dell'accoglienza, questi i temi al centro del colloquio durante il quale il premier ha ribadito l'importanza del rispetto reciproco tra Chiesa e istituzioni laiche. E' stato un incontro molto cordiale, tra sorrisi, battute e due baciamano del premier a Ratzinger, uno al momento dell'incontro iniziale e uno al commiato. Un dono infine molto prezioso del Cavaliere al pontefice: una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa. Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della Basilica Vaticana. (Politicanotizie)

martedì 3 giugno 2008

Iran, Perduca (PD): se in Italia si conoscessero violazioni diritti umani manifestazione contro Ahmadinejad vedrebbe milioni di partecipanti

Dichiarazione di Marco Perduca co-Vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento eletto al Senato nelle liste del PD: "Mai come in questi giorni di grande dibattito sull'Iran, in cui il ministro Frattini sostiene che "l'Italia potrebbe dare un contributo importante nell'evoluzione del negoziato" senza rendere noto il perchè, nonchè sui prezzi dei generi alimentari in connessione al vertice della FAO a Roma è necessario che la RAI dia seguito alle promesse dei mesi scorsi di dedicare un appuntamento fisso in prima serata ai diritti umani. Solo con una costante attenzione alle violazioni dello stato di diritto a livello internazionale e a chi si batte per affermare il principio di legalità a livello globale ci potrà essere una radicale inversione di marcia negli affari internazionali oltre che milioni di persone mobilitatecontro le tirannie del terzo millennio. Il servizio pubblico radiotelevisivo, che continua a vivere anche grazie al contributo economico di milioni di cittadini italiani, lanci immediatamente un "format" sui diritti umani tenendo presente delle professionalità radicali all'interno dell'azienda." (Politicanotizie)

Robin Hood tax, Biagio Cacciola (Fronte Verde): bravo Tremonti, ai liberisti non piacerà

"Tremonti non scherza. La Robin Hood tax per le compagnie petrolifere, sarà presto una realtà. Il disegno strategico del vero capo del governo Berlusconi si sta delineando". Dichiara il prof. Biagio Cacciola Presidente del Comitato Scientifico del Fronte Verde, intervenendo sulla tassazione che dovrebbe entrare in vigore in estate, lanciata dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "A qualche poveraccio di liberista come il sottosegretario Urso non piacerà. Nessun problema per quello che conta..." è l'ironica conclusione di Cacciola. (Politicanotizie)

Tremonti: Robin tax entro l'estate

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti conferma: la Robin tax è un'ipotesi attualmente allo studio del governo italiano. Sarà una tassazione che non avrà effetti sulla concorrenza, nè sull'andamento dei prezzi. E servirà, come era stato annunciato dal ministro, per evitare di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini. Il provvedimento sarà probabilmente inserito nel provvedimento legislativo che affiancherà il Dpef. Si tratterà di un provvedimento fiscale che sarà applicato sui profitti delle compagnie petrolifere e che potrà essere inserito in una misura ad hoc da elaborare in concomitanza con il Decreto di programmazione economica e finanziaria. "E' un'ipotesi che stiamo studiando", ha risposto il ministro a chi gli chiedeva se la Robin tax potrà entrare nel provvedimento legislativo che affiancherà il Dpef. "Si tratterà" ha assicurato Tremonti "di una tassazione generalizzata che non avrà effetti distorsivi sulla concorrenza. Un'imposta etica che io sono convinto sia una cosa giusta. E per questo la faremo". Il ministro ha poi detto, al termine dell'Ecofin, che la legge finanziaria vecchio stile "è un film dell'orrore che non vogliamo più proiettare". Il provvedimento legislativo che sarà varato entro l'estate insieme al Dpef dunque anticiperà i capisaldi della Robin tax. Tremonti ha poi aggiunto che il governo farà una correzione dei conti pubblici dal valore di circa 30 miliardi in tre anni. E ha ribadito che verrà rispettata la scadenza del 2011 per il pareggio di bilancio e che il 2008 "ha comunque delle criticità". (Tgcom)

sabato 31 maggio 2008

Sicilia, ecco la giunta Lombardo

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo ha assegnato le deleghe ai 12 assessori della giunta da lui guidata. E sostenuta da Pdl, Udc e Mpa. Tre i tecnici: i magistrati Massimo Russo che andrà alla Sanità e Giovanni Ilarda alla presidenza con delega per la riorganizzazione del personale e l'informatizzazione e il docente universitario Giovanni La Via che andrà alla Agricoltura. Poi i politici: Antonello Antinoro (Udc), ai Beni Culturali, Titti Bufardeci (Pdl-Fi), al Turismo, Michele Cimino (Pdl-Fi), al Bilancio, Roberto Di Mauro (Mpa), alla Cooperazione, Luigi Gentile (Pdl-An), ai Lavori pubblici Pippo Gianni (Udc), all'Industria, Carmelo Incardona (Pdl-An), al Lavoro, Francesco Scoma (Pdl-Fi) alla Famiglia e Enti localie Pippo Sorbello (Mpa), al Territorio e Ambiente. "Insieme adesso tra i primi atti - ha detto Lombardo all'Ansa - vi sarà quello di promuovere i disegni di legge relativi alla semplificazione della burocrazia". La giunta era stata varata sabato scorso. All'assegnazione delle deleghe si è arrivati dopo una serie di incontri nel centrodestra. E in seguito a lunghe trattative e fibrillazioni anche all'interno dei singoli partiti della coalizione che sostiene la giunta, che hanno dovuto trovare prima l'intesa sulle candidature per le amministrative del 15 e 16 giugno. Lombardo è stato eletto presidente della Regione nelle consultazioni del 13 e 14 aprile. All'accordo si è arrivati anche dopo altri intoppo. (Politicanotizie)

Europee: Mastella, "Partiti rimasti fuori da Parlamento insieme per superare quorum"

"Mi viene voglia di invocare una sorta di Cln di tutti i partiti che sono rimasti fuori dal Parlamento. Mettiamoci insieme, superiamo il quorum e blocchiamo questa mossa ai limiti della democrazia". Così Clemente Mastella commentando l'ipotesi espressa da Pdl e Pd di introdurre lo sbarramente anche per le elezioni europee 2009. "L'errore più grosso lo commette Veltroni - dice Mastella -. Inseguire l'idea del bipartitismo ed eliminare tutti gli altri in mezzo fa male al Pd. Perchè al nord, con la Lega, la partita non sarà mai Pd contro Pdl. Lì il centrodestra giocherà sempre con l'uomo in più. E al sud che si gioca la vera partita, quella uno contro uno. E il Pd non ce la fa comunque da solo, perchè non recupera al centro. Il problema è che Veltroni non ha capito che ovunque regna il bipartitismo, i cicli di governo durano almeno 10 anni. Solo dove governano le coalizioni, c'è più alternanza. Se poi Veltroni ha deciso che il centrodestra deve governare 10 anni, anche oltre Berlusconi, s'accomodasse pure". (Agr)